16-11-2015 - Amici della Musica Oleggio

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16-11-2015

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Quando Mozart aveva 27 anni - siamo nel 1783 - fu completata la scrittura della Sonata in fa maggiore, quella poi catalogata come K 332, e la sua residenza non era più Salisburgo, che aveva lasciato dopo l'ennesimo screzio con il vescovo Colloredo, ma il giovane musicista si era stabilito a Vienna, dove si guadagnava da vivere dando lezioni private e organizzando concerti in proprio, che non sempre riuscivano a procurargli qualche profitto. La Sonata in fa maggiore è, giustamente, tra le più eseguite nelle sale da concerto ed è - tutta - molto bella, ma il momento magico della composizione risiede nel secondo movimento, avviato da uno struggente tema lirico che trova radici - e lo si comprende benissimo - nell'inquietudine e nell'incertezza sul futuro del compositore, e che penetra nell'anima di chi ascolta e porta ad altezze vertiginose l'intensità emotiva del pezzo. La giovane ma già avviatissima pianista polacca Joanna Rozewska, con l'esecuzione di questo celebre brano, ha veramente stabilito, da subito, tra la sua maniera di suonare e il folto pubblico presente (sala tutta esaurita) una grande sintonia, che poi si è ampliata e rafforzata via via che il programma veniva svolto, ed è sfociata alla fine del concerto in prolungati e calorosissimi applausi, con gli spettatori che dopo 75 minuti ininterrotti di musica - dopo Mozart, Chopin - non volevano lasciare la sala. Joanna Rozewska, un nome che crediamo che presto possa rientrare nei livelli alti del panorama concertistico internazionale, ha poi impostato tutta la seconda parte della sua esibizione sulla musica del connazionale Frederic Chopin, con i due Rondò - opera 5 in fa maggiore (del 1826, aveva 16 anni) e opera 16 in mi bemolle maggiore (del 1832, aveva 22 anni) nei quali gli squarci lirici e sognanti, tipicamente chopiniani, si alternano a brani di assoluta difficoltà con arpeggi ascendenti e discendenti, tutti da eseguirsi con perfetta sincronia e scelta appropriata di timbri e intensità sonore. La pianista, non a caso vincitrice di importanti concorsi internazionali (l'ultimo - Music Awards edizione 2014 - a Milano) non solo ha eseguito i due Rondò con grande padronanza , ma ha anche aggiunto alle indicazioni degli spartiti qualcosa di suo personale, con la scelta di dinamiche e colori che hanno entusiasmato gli spettatori. Dopo i Rondò e l'etereo secondo Notturno dell'opera 27 (1835), la pianista ha concluso la magnifica serata con due brani, sempre di Chopin, che "fanno" la storia della musica per pianoforte: la Ballata in sol minore op.23 e l'Andante spianato e Grande Polonaise brillante op.22 (entrambi finiti di scrivere nel 1835). Dopodiché sono iniziati gli applausi, ad un certo punto addirittura ritmati. E' con grande soddisfazione che gli Amici della Musica hanno presentato questo concerto nell'ambito della "Stagione del Cinquantennale", facendo venire dall'estero un autentico talento al quale - questo era il commento dei soci del sodalizio oleggese alla fine - non sembra difficile assegnare un futuro di grandi successi. Nell'arco di un anno sono passati sulla pedana oleggese due giovani: Luca Buratto lo scorso anno, vincitore poi a Calgary di uno dei più importanti concorsi del mondo, e venerdì scorso Joanna Rozewska che ha dimostrato di avere i numeri per ripetere il successo del suo collega milanese. Non male per questo avvio dei festeggiamenti per i primi 50 anni dell'associazione.
 
 
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